(e nessuno le ha dato il permesso)
«Le AI non possono guardare negli occhi uno studente… ma un docente che le usa ha ora il tempo per farlo.»
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Novembre 2022: la lavagna ha smesso di stare zitta! Per la prima volta nella storia della scuola lo strumento didattico risponde, genera, contraddice. E nessuno ha chiesto il permesso al collegio docenti.
Questo strumento nasce dall' incontro tra un sistemista che parla in TCP/IP e una pedagogista che spiega il Wi-Fi citando Dante e dalla convinzione comune che l'intelligenza artificiale non sia né la fine della scuola né la sua salvezza ma la domanda più urgente che l'educazione italiana si sia trovata ad affrontare dai tempi di Don Milani.
Dentro troverete il pappagallo stocastico smontato pezzo per pezzo, la cattedra ridisegnata da pulpito a cabina di regia, venti prompt pronti da usare, la normativa tradotta dal burocratese all'italiano, e la difesa ostinata di quella zona dove nessun algoritmo potrà mai entrare: lo sguardo di un insegnante che dice a uno studente "tu per me conti".
«La macchina sa rispondere. Ma solo chi sa fare le domande giuste può ancora insegnare.»
— dalla quarta di copertinaPer docenti che non vogliono né adorare né temere l'intelligenza artificiale ma governarla con competenza, ironia e le mani sporche di gesso.
Non è l'inizio di una barzelletta. È l'inizio di questo libro. Ecco come suona.
L'IA è bravissima a rispondere. Ma rispondere è la parte facile. La parte difficile è sapere cosa chiedere, e soprattutto sapere quando la risposta è una stupidaggine detta con voce autorevole.
Come diceva Dante: «Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza.» Anche la canoscenza degli algoritmi, sia chiaro. Ma la virtute resta nostra.
Hai appena citato Dante per giustificare un corso di aggiornamento sull'IA. Ammettilo.
Dante giustifica tutto, Ivan. È universale. Come il cavo USB-C.
Apriamo il cofano e scopriamo che non c'è nessun cervello. LLM, token e vettori spiegati come al bar, davanti a uno spritz. Con il caso Schwartz e la Mossa 37 di AlphaGo.
Se la macchina risponde a tutto, io a cosa servo? Vygotsky, Bloom e il costruttivismo alla prova del silicio. L'atrofia cognitiva e la zona di intoccabilità umana.
Dalla teoria alle mani sporche. Personalizzazione radicale, Dante 2.0, il Math Detective, creatività sintetica. Ovvero: lunedì mattina cosa faccio?
L'AI Act tradotto dal burocratese all'italiano. Privacy, GDPR, DM 166/2025 e le linee guida ministeriali. Tutto ciò che un docente deve sapere per non finire nei guai.
ChatGPT, Claude, Gemini e famiglia: chi fa cosa. Il prompt engineering per docenti e venti prompt che cambiano la didattica. Pronti per lunedì mattina.
AI Literacy a quattro dimensioni. Leggere il mondo algoritmico, scrivere con l'IA senza perdere la voce, riprendersi i dati. La rotta per non perdersi.
Perché comprare a scatola chiusa è una fede cieca che lasciamo volentieri agli algoritmi.
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«Qualunque tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia.»
— Arthur C. Clarke, Terza Legge
Questo libro non è magia. È il manuale per non farsi incantare. Disponibile in formato cartaceo e Kindle su Amazon.
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