Valutazione d’impatto sulla protezione dei dati (DPIA)
La valutazione d’impatto sulla protezione dei dati è un obbligo del titolare del trattamento art. 35 GDPR. Per i dati di studenti e docenti trattati a fini didattici il titolare è l’istituto scolastico, non il fornitore della piattaforma.
Questo documento non è la DPIA della vostra scuola: è il contributo che BB NETWORKS S.R.L. rende in qualità di responsabile del trattamento art. 28, §3, lett. f) GDPR, e contiene tutto ciò che solo il fornitore può sapere — architettura, flussi, modelli, conservazione, misure di sicurezza. L’istituto lo adotta integrandolo con il proprio contesto (finalità didattiche, classi coinvolte, informative, consensi) e lo fa proprio con la firma del titolare, sentito il DPO.
1.Titolare, responsabile, ruoli
| Fornitore della piattaforma | BB NETWORKS S.R.L. — Via Valle Grana 24, 12010 Bernezzo (CN) — P.IVA/C.F. 03555400047 — PEC bbnetworkssrl@pec.it. Opera sul mercato con il marchio registrato «Scuoladigitale academy» attraverso la piattaforma «AI ScuolaDigitale Academy» (ai.scuoladigitaleacademy.it). |
|---|---|
| Ruolo GDPR | Responsabile del trattamento art. 28 per i dati di studenti e docenti trattati per conto dell’istituto. |
| Titolare | L’istituto scolastico, che determina finalità e mezzi del trattamento didattico. |
| Ruolo AI Act | BB NETWORKS S.R.L. è fornitore art. 3(3) Reg. UE 2024/1689; l’istituto è utilizzatore (deployer) art. 3(4). I ruoli GDPR e AI Act sono distinti e non si sovrappongono. |
| Titolarità autonoma | BB NETWORKS S.R.L. è titolare autonomo, e non responsabile, per i trattamenti che svolge per finalità proprie: registrazione e gestione degli account dei docenti, contratti, licenze e fatturazione, sicurezza dell’infrastruttura. Tali trattamenti sono descritti nella relativa informativa e restano fuori dal perimetro di questa valutazione. |
2.Descrizione sistematica del trattamento
Art. 35, §7, lett. a) GDPR. I dati qui riportati sono verificati sul sistema in produzione alla data del documento.
2.1 Categorie di interessati
- Studenti, di norma dai 3 ai 12 anni. Accedono esclusivamente tramite un PIN numerico assegnato dal docente. La piattaforma non richiede né conserva nome, cognome, data di nascita o altro identificativo dell’alunno.
- Docenti e personale scolastico. Accedono con account nominativo. Per loro il trattamento riguarda dati personali pieni.
2.2 Categorie di dati e collocazione
| Servizio | Dati trattati | Interessato | Dove sono elaborati |
|---|---|---|---|
| Account e SSO (Keycloak) | Nome, cognome, email, istituto, ruolo, credenziali | Docenti | Server del fornitore |
| Licenze e PIN studente | PIN (hash bcrypt con pepper), prefisso, etichetta, riferimento alla licenza e al docente | Studenti (pseudonimi) | Server del fornitore |
| Chatbot: Parla con Alma, Mario risponde, Mario·IA, La Lavagna risponde | Testo delle conversazioni, documenti caricati dal docente | Docenti e studenti | Mistral AI (Francia) per l’elaborazione + database del fornitore per lo storico |
| Diretta il pappagallo (vocale) | Voce dell’alunno (in transito: trascritta localmente e scartata, non conservata, non usata per identificazione); testo trascritto (effimero, in RAM di sessione) | Docenti e studenti | Server del fornitore (STT e TTS locali); solo il testo a Mistral AI (Francia) per generare la risposta |
| Disegna con Sofia | Testo del prompt e immagine generata, conservati affiancati nella galleria personale dell’utente. L’immagine scaricabile è marcata come generata da IA (art. 50(2), vedi §5) e ripulita dai metadati che ne contenevano il prompt | Studenti e docenti | Server del fornitore (ComfyUI, modelli locali) |
| La Maestra Anna | Testo o immagine sottoposti all’analisi | Contenuti, non identificativi | Server del fornitore — nessuna conservazione |
| Percorso di Sofia | Avanzamento, elaborati, tentativi di gioco | Studenti (pseudonimi) | Server del fornitore |
2.3 Sub-responsabili e trasferimenti
Tutti i chatbot della piattaforma si appoggiano all’API di Mistral AI SAS (Parigi, Francia) per generare le risposte: il testo scritto dall’utente, incluso quello scritto da uno studente, viene trasmesso a Mistral per la durata dell’elaborazione.
Mistral AI è una società con sede nell’Unione europea: non si configura alcun trasferimento verso un Paese terzo ai sensi del Capo V del GDPR, e non occorrono clausole contrattuali standard né valutazioni di adeguatezza. Mistral opera come sub-responsabile ai sensi dell’art. 28, §§2 e 4.
Gli altri strumenti — generazione di immagini, analisi di Maestra Anna, sintesi vocale — utilizzano modelli eseguiti sui server del fornitore: per essi nessun dato raggiunge terzi.
2.4 Conservazione
| Dato | Durata | Meccanismo |
|---|---|---|
| Conversazioni degli studenti con Alma | Cancellazione entro 15 minuti | Processo automatico che elimina fisicamente messaggi, conversazioni e memoria dal database |
| Conversazioni degli altri chatbot | 90 giorni (Mario·IA e La Lavagna: 120) | Processo automatico giornaliero |
| Analisi di Maestra Anna | Nessuna conservazione | Lo strumento non dispone di alcuna base di dati: il contenuto esiste solo in memoria per la durata della richiesta |
| Disegni e prompt di Disegna con Sofia | 12 mesi | Processo automatico giornaliero che cancella immagine e prompt. Il termine copre l’anno scolastico; oltre la licenza (365 giorni) il PIN è invalidato e la galleria non è più raggiungibile |
| PIN studente | Fino a invalidazione o scadenza della licenza | Invalidazione automatica alla scadenza; revoca manuale dal pannello del docente |
| Account docente | Durata del rapporto contrattuale | Gestione a cura del titolare e del fornitore |
2.5 Volumi rilevati
Fotografia del sistema al 15 luglio 2026, utile a dimostrare che il trattamento non è «su larga scala».
| Grandezza | Valore |
|---|---|
| Conversazioni presenti in archivio | 40 |
| Messaggi presenti in archivio | 350 |
| Conversazioni riconducibili a un PIN studente | 0 — conferma che la cancellazione automatica funziona |
| PIN studente attivi | 295 |
| Elaborati e tentativi di gioco dei percorsi | 3 elaborati, 51 tentativi |
2.6 Scenario vocale — «Diretta il pappagallo»
Introdotto dopo la prima versione della DPIA: il primo strumento con interazione vocale. Contributo del responsabile ex art. 28 §3 lett. f).
Rispetto ai chatbot testuali, Diretta aggiunge la voce: l’alunno (6–8 anni) parla tenendo premuto un pulsante; l’audio è trascritto in testo on-premise (riconoscimento vocale locale sull’infrastruttura del responsabile) e scartato; il solo testo è elaborato dal modello linguistico (Mistral AI, UE) su knowledge curata; la risposta è resa con voce sintetica generata on-premise e sottotitolata parola per parola. Nessuna conversazione è conservata. La voce non è usata per identificare il bambino né per finalità biometriche (non è trattamento ex art. 9).
| Rischio | Valutazione | Misure |
|---|---|---|
| Captazione della voce di minori (soggetto vulnerabile) | Mitigato alla fonte | Trascrizione locale: l’audio non lascia l’infrastruttura del responsabile e non è conservato; a terzi (Mistral) va solo il testo. |
| Ascolto continuo / captazione involontaria dell’ambiente | Basso | Microfono attivo solo a pulsante premuto (push-to-talk); nessuna attivazione autonoma; eventuale captazione incidentale limitata alla pressione e non conservata. |
| Profilazione o tracciamento dell’alunno | Escluso per architettura | Nessuna persistenza di conversazioni, esiti o profili; storico in sola RAM di sessione. |
| Inferenza dello stato emotivo (art. 5(1)(f) AI Act) | Escluso | Nessuna analisi prosodica o biometrica: l’audio è convertito in parole e scartato; divieto espresso nel prompt di sistema; le animazioni dipendono dal testo del personaggio, non dallo stato del bambino. |
| Contenuti inidonei generati dal modello | Mitigato | Tre livelli di filtri (blacklist input con risposta predefinita, SafetyFilter di piattaforma, filtro sull’output pre-sintesi); knowledge curata; storie e indovinelli = testi fissi d’autore; linguaggio neutro. |
| Errore/allucinazione nel dialogo libero | Residuo, dichiarato | Pedagogia interna che insegna a verificare; supervisione adulta richiesta dalle istruzioni per l’uso; sottotitoli in tempo reale; pulsante Stop. |
| Voce artificiale del personaggio (non di persona reale) | Non è dato personale | Voce di sintesi generata con uno strumento di terzi su licenza; non riproduce la voce di una persona reale, quindi nessun consenso o diritto d’immagine di terzi in gioco. Dichiarazione permanente in interfaccia della natura artificiale (art. 50(1)). Da tenere agli atti: la licenza dello strumento di sintesi. |
| Accesso di minori <14 (L. 132/2025) | In carico al titolare, con supporto | Al momento nessun PIN studente: l’uso avviene sotto la supervisione del docente, sulla licenza del docente, come attività di classe mediata. Resta raccomandata l’acquisizione dei consensi genitoriali da parte dell’istituto; se in futuro si introducessero PIN per gli alunni, se ne vincolerebbe l’emissione a tale acquisizione. |
Necessità e proporzionalità. Il canale vocale è necessario alla finalità (interazione per bambini che non padroneggiano ancora la scrittura) ed è configurato secondo minimizzazione spinta: trattamento locale, effimero, senza conservazione — la configurazione più protettiva a parità di funzione. Nessun processo decisionale automatizzato con effetti sugli interessati. La posizione ex art. 50(2) sull’audio sintetico (scadenza 2/12/2026) sarà verbalizzata qui quando assunta: l’inferenza è on-premise, quindi il watermark audio è tecnicamente praticabile.
3.Necessità e proporzionalità
Art. 35, §7, lett. b) GDPR.
3.1 Base giuridica
Il trattamento svolto dall’istituto per finalità didattiche si fonda sull’art. 6, §1, lett. e) GDPR — esecuzione di un compito di interesse pubblico — radicato nell’ordinamento scolastico. Non è il consenso: la scelta degli strumenti didattici rientra nell’autonomia dell’istituzione scolastica.
L’articolo 4, comma 4, della Legge 23 settembre 2025 n. 132 dispone che «l’accesso alle tecnologie di intelligenza artificiale da parte dei minori di anni quattordici nonché il conseguente trattamento dei dati personali richiedono il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale».
La norma riguarda l’accesso alla tecnologia, non soltanto il trattamento dei dati: per questo non è automaticamente assorbita dalla base giuridica dell’interesse pubblico, e l’intera utenza studentesca della piattaforma ha meno di 14 anni. Il coordinamento fra questa norma e la prassi consolidata del Garante in ambito scolastico non è ancora stato chiarito da provvedimenti o linee guida.
Raccomandazione del fornitore: in attesa di chiarimenti, acquisire il consenso informato di chi esercita la responsabilità genitoriale per l’accesso degli alunni agli strumenti di IA, trattandolo come adempimento aggiuntivo e non sostitutivo della base giuridica dell’art. 6, §1, lett. e). È una decisione del titolare, da assumere con il DPO.
3.2 Minimizzazione
La minimizzazione non è affidata a una procedura ma all’architettura del sistema:
- lo studente esiste sulla piattaforma solo come PIN: la corrispondenza fra PIN e alunno resta presso il docente e non transita mai dai sistemi del fornitore;
- le conversazioni degli studenti con Alma sono cancellate fisicamente entro 15 minuti, non archiviate e non anonimizzate a posteriori;
- Maestra Anna non ha una base di dati: non c’è nulla da conservare perché nulla viene scritto;
- i modelli di generazione di immagini e di analisi sono eseguiti in locale, così che i contenuti dei bambini non raggiungano fornitori terzi.
3.3 Assenza di addestramento sui dati degli utenti
I dati degli utenti non sono utilizzati per addestrare o perfezionare alcun modello, né dal fornitore né per finalità proprie. Il fornitore si impegna a mantenere con il sub-responsabile condizioni contrattuali che escludano l’uso dei contenuti trasmessi per l’addestramento e a comunicare al titolare ogni variazione.
3.4 Diritti degli interessati
Per gli studenti l’esercizio dei diritti passa necessariamente dall’istituto: non disponendo di identificativi, il fornitore non è in grado di collegare una richiesta a un alunno. La scuola individua il PIN corrispondente e il fornitore dà seguito su istruzione documentata. Per i docenti i diritti si esercitano ordinariamente verso il titolare, con l’assistenza del fornitore ai sensi dell’art. 28, §3, lett. e).
4.Valutazione dei rischi
Art. 35, §7, lett. c) GDPR. La valutazione considera probabilità e gravità per i diritti e le libertà degli interessati, con specifica attenzione ai minori (considerando 38 GDPR).
| Rischio | Probabilità | Gravità | Misure adottate |
|---|---|---|---|
| R1. Dati personali inseriti spontaneamente nel testo libero Un bambino scrive il proprio nome, quello di un compagno o un dato di famiglia dentro una chat o un prompt. |
Media | Media | Il testo scritto dagli utenti vive in tre soli luoghi, tutti presidiati: cancellazione entro 15 minuti delle chat degli alunni; cancellazione a 12 mesi dei prompt e dei disegni; nessun contenuto nei log applicativi (vi finiscono solo i prompt bloccati dal filtro di sicurezza, conservati per dimostrare la diligenza richiesta dall’AI Act, e ruotati a 14 giorni). In aggiunta: filtri di sicurezza, istruzioni d’uso che prescrivono di non inserire dati personali, nessun collegamento all’identità sul lato piattaforma. Rischio residuo: non azzerabile, perché nessuna misura impedisce a un bambino di scrivere il proprio nome. |
| R2. Trasmissione del testo al sub-responsabile Il contenuto scritto dallo studente raggiunge Mistral AI. |
Certa | Bassa | Sub-responsabile con sede UE, nessun trasferimento extra-UE; nomina ex art. 28; esclusione contrattuale dell’uso per addestramento; testo privo di identificativi. |
| R3. Re-identificazione dell’alunno Qualcuno collega un PIN a una persona. |
Bassa | Media | La chiave di collegamento è solo presso la scuola. Sul lato fornitore i dati sono, ai sensi del considerando 26 GDPR, privi di identificabilità ragionevole. La custodia della corrispondenza PIN→alunno è un trattamento del titolare e va disciplinata nella sua documentazione. |
| R4. PIN conservato anche in chiaro Per consentire al docente di rileggerlo, il PIN è presente in forma leggibile accanto all’hash. |
Bassa | Media | Accesso riservato al docente titolare della licenza; il PIN da solo non identifica una persona. Rischio dichiarato e accettato: il fornitore ne ha programmato la revisione. Vedi §6. |
| R5. Accesso del docente alle conversazioni della classe Nei percorsi il pannello del docente consente di rileggere le conversazioni. |
Media | Bassa | È una funzione di vigilanza didattica, coerente con il ruolo educativo e con la mediazione dell’adulto. Va dichiarata nell’informativa che la scuola rende alle famiglie. |
| R6. Generazione di contenuti inappropriati Uno strumento generativo produce contenuti non adatti a un minore. |
Molto bassa | Alta | Due strati indipendenti: (1) filtro deterministico sui prompt in ingresso, attivo prima dell’elaborazione; (2) classificatore sull’immagine generata (modello di visione locale) che la valuta prima del salvataggio e la scarta se non adatta a un minore — l’immagine bloccata non viene mai scritta su disco. In aggiunta: termini di sicurezza nel prompt negativo; assenza di caricamento di immagini da parte degli utenti (solo testo→immagine); registrazione dei tentativi bloccati in ingresso e in uscita; verifiche di robustezza documentate. È la misura richiesta dal divieto di cui all’art. 5(1) del Regolamento (UE) 2024/1689, che presidia l’output ragionevolmente prevedibile. |
| R7. Violazione dei dati Accesso non autorizzato ai sistemi. |
Bassa | Media | Vedi §5. Procedura di notifica al titolare senza ingiustificato ritardo ai sensi dell’art. 33, §2. |
5.Misure di sicurezza
Art. 35, §7, lett. d) e art. 32 GDPR. Descrizione funzionale: i dettagli implementativi sono documentati e disponibili al titolare e alle autorità su richiesta.
- Infrastruttura di proprietà in UE: riconoscimento vocale, sintesi vocale e generazione immagini sono eseguiti su server del fornitore ubicati nell’Unione europea, non su cloud di terzi; solo il testo dei chatbot è affidato a un sub-responsabile UE (Mistral AI).
- Cifratura in transito su tutte le comunicazioni.
- Credenziali e PIN protetti con funzione di hash adattiva e pepper conservato separatamente.
- Chiavi delle API di terzi cifrate a riposo, con chiave master distinta.
- Autenticazione centralizzata con separazione dei ruoli fra amministratore d’istituto, docente e studente.
- Protezione perimetrale a più livelli e difese contro tentativi ripetuti di accesso.
- Protezione contro le richieste falsificate e irrigidimento delle sessioni.
- Registro degli accessi e delle operazioni in sola aggiunta.
- Rotazione dei log: server 14 giorni; processi della piattaforma settimanale; log dei container giornaliera. Nessun contenuto scritto dagli utenti vi compare, salvo i prompt bloccati dal filtro di sicurezza.
- Marcatura di trasparenza dei contenuti generati (art. 50(2) Reg. UE 2024/1689): le immagini di «Disegna con Sofia» sono marcate con due strati leggibili a macchina — provenienza C2PA firmata (dichiarazione trainedAlgorithmicMedia) e watermark impercettibile — e il prompt dell’utente è rimosso dai metadati del file.
- Cancellazione automatica secondo i termini del §2.4, eseguita da processi pianificati e verificabili.
- Backup dei sistemi con verifica periodica del ripristino.
6.Rischi residui e consultazione preventiva
Una valutazione d’impatto che non dichiari i propri limiti non è utilizzabile. I rischi residui identificati sono:
- Dati personali incidentali nel testo libero (R1): mitigato ma non eliminabile. È il rischio residuo principale.
- PIN in chiaro (R4): scelta di usabilità consapevole, di cui il fornitore ha programmato la revisione.
- Consenso genitoriale ex art. 4, c. 4, L. 132/2025: quadro interpretativo non consolidato. Vedi §3.1.
- Docenti come interessati pieni: per gli account degli adulti il GDPR si applica integralmente; l’attenuazione derivante dalla pseudonimizzazione vale per gli studenti, non per loro.
- Marcatura del testo generato dai chatbot (art. 50(2)): posizione motivata. I chatbot producono testo sintetico e rientrano quindi, in astratto, nell’obbligo di marcatura leggibile a macchina dell’art. 50(2). Alla data del presente documento tale marcatura non è applicata, per ragioni concrete e cumulative: (a) l’obbligo, per i sistemi già sul mercato prima del 2 agosto 2026, decorre dal 2 dicembre 2026 (art. 111, par. 4); (b) il testo è generato da un fornitore di modello a monte (Mistral AI, UE) sulla cui inferenza il fornitore del sistema non ha controllo: un watermark del testo si inserisce durante la generazione dei token, e il Code of Practice del 10 giugno 2026 prevede espressamente che la marcatura possa essere assolta «a diversi stadi della catena del valore, anche dal fornitore del modello a monte»; (c) il rischio che l’art. 50(2) mira a prevenire — la circolazione di contenuti sintetici spacciati per autentici — è basso per una chat effimera (le conversazioni degli alunni sono cancellate entro 15 minuti), dichiarata come IA a norma dell’art. 50(1) e non diffusa come file; (d) le tecniche di watermark del testo sono, allo stato dell’arte, poco affidabili e inefficaci sotto le 200 parole, come riconosce lo stesso Code of Practice. Posizione del fornitore: si monitora l’implementazione della marcatura da parte del fornitore del modello a monte e l’evoluzione degli standard, riservandosi di adottare le misure fattibili entro la scadenza; la trasparenza dell’interazione con l’IA (art. 50(1)) è già in atto su tutti i chatbot. La marcatura art. 50(2) è invece già applicata alle immagini di «Disegna con Sofia», generate localmente e sotto il controllo del fornitore. La valutazione conclusiva su questa posizione spetta al titolare e al DPO/legale.
Nessuno di questi rischi residui è, a giudizio del fornitore, di livello elevato ai sensi dell’art. 36 GDPR: la consultazione preventiva del Garante non appare necessaria. La valutazione conclusiva spetta comunque al titolare e al suo DPO.
7.Cosa deve fare l’istituto per adottarla
Questo documento copre l’architettura. Il contesto lo mette la scuola.
- Sottoscrivere l’atto di nomina a responsabile ex art. 28, §3, se non già sottoscritto.
- Integrare le sezioni di contesto: finalità didattiche perseguite, classi e fasce d’età coinvolte, durata dell’attività, docenti autorizzati.
- Aggiornare l’informativa alle famiglie artt. 13-14, dichiarando l’uso di strumenti di IA, il ricorso al sub-responsabile con sede UE e la funzione di vigilanza del docente (R5).
- Decidere sul consenso genitoriale per gli under 14, alla luce del §3.1.
- Disciplinare la custodia della corrispondenza PIN→alunno, che è un trattamento della scuola e non del fornitore (R3).
- Registrare il trattamento nel proprio registro ex art. 30, §1.
- Sottoporre il documento al DPO e acquisirne il parere ex art. 35, §2.
- Adottare la policy d’uso dell’IA e individuare il referente, come richiesto dalle Linee guida ministeriali (DM MIM n. 166 del 9 agosto 2025).
- Riesaminare la valutazione al variare del trattamento e comunque con periodicità almeno annuale art. 35, §11.
Contributo del responsabile del trattamento ai sensi dell’art. 28, §3, lett. f) del Regolamento (UE) 2016/679, redatto sulla base dell’architettura effettiva della piattaforma alla data indicata. Non costituisce parere legale e non sostituisce la valutazione del titolare né il parere del Responsabile della protezione dei dati. Il fornitore aggiorna il documento a ogni modifica sostanziale della piattaforma e ne comunica la nuova versione agli istituti licenziatari.
Riferimenti: Reg. (UE) 2016/679 · D.Lgs. 196/2003 come mod. dal D.Lgs. 101/2018 · Legge 23 settembre 2025 n. 132 · Reg. (UE) 2024/1689 · DM MIM n. 166 del 9 agosto 2025 · Linee guida WP248 rev.01.